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Città italiane protagoniste nei 25 Transfer Network approvati da URBACT

06 April 2018

L’Italia si conferma paese leader nel programma URBACT, con 14 città coinvolte nella prima fase dei 25 Transfer Network approvati nel corso del Comitato di monitoraggio svolto a Sofia il 4 aprile.

I 25 Networks coprono 20 paesi ed il 36% delle città coinvolte sono nuove partecipanti nelle reti URBACT. Ogni network, composto in prima fase da 3 città che passeranno in seconda fase a un numero compreso tra 5 e 8 partner, avvieranno la fase di sviluppo del partenariato che durerà 6 mesi, nel corso del quale le città utilizzeranno le risorse stanziate per definire al meglio la metodologia di condivisione per permettere un trasferimento efficace delle buone pratiche sviluppate durante i progetti URBACT e così attrarre nuove città volenterose di entrare nella rete.

Sono quattro in totale i Transfer Network guidati da città italiane, mentre in altri 10 le città italiane sono partner e avranno il compito di replicare le buone pratiche realizzate in altri paesi europei.

I network guidati da città italiane

Torino è lead partner del il network InnovaTO-r che trasferirà alle amministrazioni pubbliche di Cluj-Napoca e area metropolitana di Parigi l’originale competizione tra impiegati comunali per trovare soluzioni innovative che migliorino il funzionamento dell’amministrazione, al fine di ridurre gli sprechi e valorizzare potenzialità e risorse.

Roma è capofila della rete di trasferimento RURAL con cui ha rivalorizzato aree verdi urbane inutilizzate con laboratori di giardinaggio capaci di includere le fasce di disagio sociale e favorendo il contrasto di povertà ed esclusione a partire dalla realizzazione di orti urbani nel II, IV e IX Municipio.. Attualmente La Coruña e Vilnius sono pronte ad adattare al proprio territorio questa pratica, in attesa delle altre città europee che si uniranno al network a partire dalla seconda fase.

Il transfer Network CommUnities, guidato da Napoli trasferirà la buona pratica “Lost & Found” alle città di Danzica e a Barcellona. Adottando il regolamento sugli usi civici per i beni comuni della città, Napoli ha permesso la nascita di oltre 250 progetti condotti con una governance partecipativa che promuovono un senso di appartenenza e di cura collettiva della città e la rigenerazione di numerose strutture dismesse o sottoutilizzate.

Udine guida il network The Playful Paradigm con cui trasferirà a Klaipeda e Cork il metodo con cui ha promosso la dimensione del gioco come elemento di inclusione e crescita sociale. Il trasferimento di conoscenze tramite il gioco ha permesso la costruzione di legami tra diverse generazioni e l’avvio di processi di governance collaborativa per un migliore qualità della vita e la gestione degli spazi urbani.


Le città italiane partner dei network europei

Numerosi capoluoghi di provincia tra le altre città italiane coinvolte in qualità di partner nei Transfer Network. Tra queste, numerose città già coinvolte al momento in Action Planning o Implementation Network: Siracusa replicherà il modello di casa delle associazioni realizzato da Riga con il network “ACTive NGO’s”, Mantova collaborerà con Manchester per integrare nella sua pianificazione culturale azioni di promozione della sostenibilità nell’ambito della rete ACTING, Cesena lavorerà sul modello di apicultura urbana promosso da Lubiana nel network “BeePathNet” mentre Forlì intende replicare il modello di festival urbano “Open Houses” di Budapest.
Numerose anche le città che partecipano per la prima volta a URBACT o tornano a parteciparvi dopo varie edizioni di assenza. Tra queste Bari, che con “Com.unity.lab” replicherà l’azione diffusa di promozione dell’innovazione sociale realizzata da Lisbona, Perugia che sperimenterà azioni integrate sul city branding nelle città culturali con “City-as-a-startup” e Isernia che lavorerà con il network “Re-grow City” sulla rivitalizzazione dei piccoli e medi centri storici.
Tre new entry anche fra i comuni non capoluogo di provincia: Rosignano Marittimo replicherà il modello di mense con prodotti a chilometro zero testato da Mouans Sartoux con il network “Bio-canteens”, Capizzi (Me) lavorerà sul tema volontariato per la creazione di nuovi servizi per i residenti con la rete “Volunteering City” guidata dalla cipriota Athienou mentre Adelfia affinerà la sua buona pratica di orchestre giovanili in collaborazione con L’Hospitalet con l’istituzione di scuole di musica giovanili nell’ambito del network “Music schools for social change”.

Tutte le città possono candidarsi ad entrare in uno di questi 25 transfer network, a patto che non siano già presenti nel network città del proprio paese. Ulteriori informazioni saranno presto pubblicate sul sito URBACT in cui è anche possibile scoprire tutte le buone pratiche selezionate.