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Logistica, mobilità e sviluppo urbano: le soluzioni di Parma e delle città di Freight Tails

05 May 2017

In una qualunque città italiana di medie dimensioni basta percorrere il tragitto stazione-centro città alle prime ore della mattinata per rendersi conto di quanto il tema della logistica delle merci rappresenti una delle priorità d’azione per rendere le città più sostenibili a partire da concetti come l’intermodalità e l’integrazione orizzontale fra diverse modalità di trasporto. 

Il centro storico di Parma rappresenta un esempio potente di quanto la collaborazione tra diversi attori urbani possa contribuire a favorire un equilibrio tra diverse forme di trasporto per favorire nei fatti la sostenibilità urbana a partire proprio da una gestione efficace della logistica.
L’adesione al network Urbact Freight Tails dedicato proprio a questi temi ha coinciso con il processo di definizione e approvazione del Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, nel corso del quale sono stati attivamente coinvolti gli stakeholder locali con un metodo che ricalca i principi promossi proprio dal programma Urbact.





Il network, guidato dalla Cross River Partnership promossa dalla città inglese di Westminster, riunisce medi e grandi centri europei (tra cui Bruxelles, Maastricht, Spalato e La Rochelle) alle prese con la gestione del trasporto merci in città dalle caratteristiche molto diverse ma peculiari per ragioni che vanno dalla centralità turistica (come Parma, Spalato e La Rochelle) o strategica (come Bruxelles e Tallinn). Integrare strumenti e strategie utilizzate sul tema da diverse città europee in piani d’azione che vadano concretamente a modificare il modo in cui le merci vengono trasportate nei centri urbani è l’obiettivo che si intende raggiungere attraverso scambi tra esperti e amministratori locali, nonché con il coinvolgimento diretto dei cittadini e degli stakeholder, nel corso del progetto.
Il lead expert del progetto Philip Stein spiega i temi su cui stanno concentrandosi maggiormente le città del progetto

Quali sono le sfide principali condivise dai partner di Freight Tails?
Innanzitutto un’ampia comprensione di tutti gli aspetti legati alla logistica urbana, molto focalizzata a cercare quelle che possono essere le soluzioni più adatte per la gestione urbana dei trasporti. Purtroppo la comprensione di tali fenomeni spesso non è così diffusa tra i comuni e i livelli superiori di governo, come anche dal settore stesso della logistica. Nel caso di Bruxelles ad esempio hanno una situazione di traffico urbano particolarmente seria e gravosa, che porta molti commercianti a perdere soldi perché si rendono conto che è oggettivamente difficile per i clienti raggiungere il tuo negozio e questo porta necessariamente a danni economici collaterali. Un sacco di fattori sono collegati alla gestione di tale fenomeno.
Ad esempio?
Ci siamo concentrati ad esempio sulla gestione dei dati: molte città sanno quanti camion entrano nei confini urbani ma spesso non sanno dove si recano o a che ora lo fanno. Questi rappresentano elementi fondamentali da conoscere per realizzare politiche e misure capaci di migliorare la scala di comprensione e la gestione dei fenomeni. Stiamo inoltre analizzando i casi di diversi regolamenti urbani, come sono stati applicati o come sono stati aggiornati dopo alcuni anni di utilizzo, come nel caso di Tallinn, per capire cosa non ha funzionato.  Il tema della logistica si lega particolarmente a quello della qualità dell’aria e delle emissioni nocive e agire su questo significa capire anche come ridurre considerevolmente le emissioni nocive, che provengono proprio dai veicoli impegnati nel trasporto merci.
In che modo il dialogo con una pluralità di attori locali, dai commercianti alle imprese di trasporto, può contribuire a trovare soluzioni condivise ai problemi della logistica urbana?
Vediamo che le autorità pubbliche sono sempre più necessitate a dialogare con gli operatori privati per trovare soluzioni su questo, come avvenuto nel caso di Londra, ma decisivi sono anche i commercianti, che di solito sono molto scettici nei confronti di questo tipo di misure un po’ in tutte le città d’Europa. Questi ultimi hanno rappresentato un target preciso nel corso del processo e coinvolti in tutte le fasi nei diversi contesti locali: credo sia meglio coinvolgerli piuttosto che escluderli perché rappresentano un’importante gruppo di pressione per definire nuove politiche sulla logistica.
Che tipo di soluzioni state condividendo nel corso del progetto e in che modo possono cambiare il modo in cui si gestisce la logistica nelle città?
Guardiamo a tutta una serie di elementi che è possibile ricomprendere all’interno del Metodo Urbact, cercando di far sì che in ogni città l’elaborazione del piano d’azione locale risponda a quelle che sono le loro reali esigenze in materia di gestione della logistica. Stiamo accompagnando le città verso la realizzazione di documenti strategici che rappresentino un Piano sostenibile della logistica urbana. Londra si sta concentrando sulla gestione dei servizi di consegna a domicilio collaborando con le imprese del settore, altre città invece si stanno concentrando su un piano di gestione delle modalità di consegna nelle aree dello shopping. Le strategie proposte saranno molto differenti anche a seconda delle situazioni di partenza. Ciò che è incredibile è vedere quanto alcune città, come Parma e Maastricht, siano così avanti in termini di strategie adottate negli ultimi anni ma che stanno concentrandosi su alcuni problemi irrisolti nel corso degli anni, come ad esempio le finestre temporale nel corso delle quali vanno effettuate le consegne, ma anche aspetti legati al mondo produttivo. Le situazioni di traffico nei centri storici legati alle consegne sono risolvibili ad esempio cambiando i normali orari di consegna e orientandosi verso orari non consueti rispetto a quelli tradizionali del mattino: ciò può migliorare l’efficienza del sistema di trasporto e risolvere molti dei problemi legati alla logistica.

  

 

 


Ammonta ad oltre 10 miliardi di euro la cifra che i nostri comuni perdono ogni anno per una cattiva gestione della logistica: un dato che colpisce soprattutto per l’impatto sui contesti urbani e sulle politiche messe in campo dai comuni, su cui esiste un coordinamento solo limitato a livello nazionale ma che con Freight Tails può produrre soluzioni scalabili e capaci di orientare la definizione di nuove politiche multilivello nel settore.
L’esempio di Parma può risultare sicuramente decisivo, a partire da un impegno sul medio-lungo periodo che la città intende assicurare proprio a partire dal progetto Urbact. Ce ne parla l’assessore alla mobilità e all’ambiente Gabriele Folli.   

Perché Parma ha scelto di concentrarsi sul tema della logistica urbana con Urbact?

Parma ha iniziato a lavorare già da tempo sul tema della logistica con un progetto particolarmente innovativo ma ciò è stato avviato in un momento storico non positivo per l’amministrazione comunale. Si trattava di un progetto sull’eco-logistica che riguardava i protocolli d’accesso al centro storico e l’ottimizzazione dei carichi. Stiamo riprendendo quanto c’era di buono in quel progetto in quanto il tema della mobilità sostenibile è al centro dell’attenzione dell’amministrazione che è tra le prime in Italia che sta approvando il Piano urbano per la mobilità sostenibile. Ci interessa lavorare su questo tema sia per l’aspetto ambientale che per l’utilizzo  delle nuove tecnologie, come l’ITS, per l’ottimizzazione delle rotte e dei carichi che ora sono più accessibili rispetto al passato. Il tema del regolamento degli accessi e degli orari per accedere al centro storico o delle ciclologistica, su cui a Parma ci sono già esperienze di piccola imprenditorialità che effettuano piccole consegne in centro storico in bicicletta, sono fra i temi su cui stiamo lavorando che sono inerenti sia all’ambiente urbano che al sistema del traffico. Occorre ottimizzare i carichi per ridurre il numero dei veicoli che arrivano in centro
Che tipo di idee e di proposte vi aspettate provengano su questi temi dalle altre città europee coinvolte nello scambio promosso da Freight Tails?

Crediamo fortemente che i progetti europei siano occasioni di stimolo reciproco per estraniarci dal quotidiano e dal locale. Il fatto di confrontarci con altre città che hanno problemi simili ma anche soluzioni già messe in campo è un elemento di crescita molto importante per noi. Lo strumento dei progetti europei ha la valenza di portare le eccellenze a valore comune di altre autorità locali e allo stesso tempo di riprendere soluzioni adottate altrove con un copia e incolla che rende tali soluzioni trasferibili e adattabili al nostro contesto.

Che ruolo sta avendo a Parma la partecipazione dei cittadini sia nell’ambito del progetto Urbact che più in generale sul fronte della mobilità sostenibile?

La partecipazione dei cittadini è importantissima per favorire una reale condivisione dal basso di queste soluzioni e di questi progetti, è fondamentale coinvolgere nel progetto tutti i soggetti interessati. I focus group hanno coinvolto tutti gli attori della filiera, come le associazioni dei commercianti, il Cepim che è il terzo polo logistico a livello nazionale, i corrieri privati e tutti gli altri soggetti che potessero dare un’opinione sulla tematica. Ciò rappresenta una garanzia di non calare dall’alto la visione dell’amministrazione ma di condividerla per imbarcare altri soggetti che la mettono in pratica. Quando chiediamo uno sforzo ai cittadini cerchiamo di capire che tipo di benefici vogliono da un progetto di questo genere, in modo da gestire con una visione più ampia i progetti che stiamo portando avanti sul tema della mobilità. In questo modo si ottiene una mediazione su dei provvedimenti che una volta spiegati e gestiti possono dare soddisfazione a tutti

 

 


Le soluzioni di Freight Tails

L’elaborazione dei piani sostenibili della logistica urbana, frutto del lavoro di coordinamento tra amministrazioni locali e stakeholder del territorio, stanno facendo emergere nel corso del progetto una serie di possibili approcci e soluzioni adottabili con una spesa limitata nelle città del progetto e non solo.
La realizzazione di sistemi in stile Uber per il trasporto merci nei centri storici, il rafforzamento dei sistemi tecnologici e nuove app tematiche sulla logistica e un maggiore utilizzo delle due ruote per trasporti di piccole dimensioni sono tre delle soluzioni emerse dal dialogo con esperti e progetti già in corso nelle città del progetto e in altre realtà europee.
Qui tre buone esperienze di buona logistica e trasporto urbano attive a Parma e in Europa

1) La Sajetta, trasporti in bicicletta – Parma
Andrea Saccon ha reso la sua passione per le due ruote un’attività professionale che sta facendo scuola in città, ovvero realizzare in bicicletta piccole consegne per privati, aziende e professionisti. Attraverso questo sistema ecologico, veloce e flessibile (è possibile infatti accordarsi per consegne fino agli ottanta chili), un numero sempre maggiore di negozi e professionisti ha risolto il problema delle piccole consegne in maniera ecologica e sostenibile, favorendo allo stesso tempo la creazione di nuove opportunità occupazionali: con l’aumentare delle consegne La Sajetta ha infatti assunto nuovi collaboratori, a dimostrazione che i trasporti puliti e la logistica sostenibile possono essere anche una spinta per nuove economie sul territorio



2) Il Piano strategico per il trasporto delle merci – Bruxelles
Vincitore del premio European Mobility Week 2016, il piano della logistica della regione di Bruxelles Capitale sta contribuendo a rendere più efficiente l’intero sistema della mobilità di una delle aree urbane maggiormente congestionate d’Europa. Pur rappresentando solo il 10% del traffico complessivo di veicoli ma responsabile 30% delle emissioni complessive, il settore della logistica è al centro di un ripensamento complessivo nella capitale belga attraverso una serie di azioni da realizzare fino al 2020 che vanno dal miglioramento dell’efficienza nelle consegne e nell’organizzazione dei sistemi di distribuzione nelle aree urbane, l’avvio di consegne notturne ai supermercati o la riqualificazione di alcune arterie viarie di collegamento tra il centro e la periferia, come Avenue Louise. Un mix di interventi che sta significativamente contribuendo a integrare la logistica in tutte le fasi della pianificazione urbana





3)  Parcheggi a prezzo più elevato per le auto diesel – Londra (Westminster)
Ridurre il numero dei veicoli circolanti nel centro storico può contribuire sensibilmente a migliorare la qualità dell’aria e ad affrontare in maniera più sensata i vari aspetti legati al trasporto di persone e merci. Per tale ragione il municipio centrale di Londra sta introducendo in questi mesi un supplemento del 50% alle regolari tariffe di parcheggio per le auto diesel, con l’obiettivo di ridurre i livelli di particolato nell’aria nel giro di qualche mese e razionalizzare la circolazione nella zona più congestionata della città. Gli introiti derivanti da questa misura serviranno a sostenere la realizzazione di iniziative in favore della mobilità sostenibile, nel quadro di un impegno più generale di riconversione del sistema di mobilità urbana.

Simone d’Antonio