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Mantova e le 12 soluzioni di Int-Herit per la rivitalizzazione culturale delle città

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25 June 2019

Viaggio tra le esperienze innovative di gestione condivisa del patrimonio culturale realizzate nell'ambito dell'Implementation Network Int-Herit, giunto a conclusione nelle scorse settimane con la conferenza finale di Mantova

In una mattinata di metà maggio scolaresche e gruppetti di turisti over 65 affollano il centro di Mantova e popolano le principali attrazioni culturali di una città che ha notevolmente aumentato le presenze di visitatori per city trip ed eventi culturali. Non c’è dubbio che in una realtà urbana dove l’economia dipende sempre di più da queste particolari tipologie di turismo, la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale rappresenti una priorità d’azione importante sul medio e lungo periodo.
I temi al centro dell’azione di Mantova sono condivisi anche dalle altre città partner di Int-Herit, che nei due anni e mezzo di lavoro comune conclusi con la conferenza finale ospitati nella città lombarda hanno potuto comparare strategie di attuazione di piani di recupero del patrimonio culturale, declinati in maniera diversa a seconda delle differenze di governance e composizione di tale eredità artistica e architettonica.



Il supporto fornito da URBACT all’implementazione di strategie sul tema culturale si è intrecciato all’evoluzione del programma, che negli ultimi anni ha visto tante città intrecciare gli sforzi di coinvolgimento civico e progettazione partecipate su temi diversi ma convergenti. Mantova è un vivido esempio di come la partecipazione a progetti europei abbia rafforzato la definizione di politiche locali innovative, con un focus particolarmente forte sul legame tra cultura e sostenibilità: a questi temi è dedicata la buona pratica di Manchester replicata nell’ambito del network C-Change, che vede Mantova tra e città che nei prossimi anni inseriranno nel proprio cartellone culturale una serie di appuntamenti e contenuti legati ai temi dell’ambiente.
 

 


Tale approccio non è il frutto soltanto dell’azione di trasferimento di un’esperienza positiva su un tema di interesse comune ma è il risultato di un’evoluzione maturata anche grazie a Int-Herit, al termine del quale sono stati presentati una serie di punti che riassumono l’esperienza delle piccole e medie città coinvolte nell’azione di rete e forniscono spunti e soluzioni utili per altre città europee impegnate nella salvaguardia del patrimonio culturale
 

 


Le 12 soluzioni di Int-Herit: con la cultura si mangia e si crea sviluppo

Risultato del lavoro collettivo di elaborazione messo a punto da decisori politici e partner del progetto, I 12 punti emersi dalla conferenza finale di Mantova evidenziano come le città hanno messo in pratica le visioni emerse nel progetto per promuovere valorizzazione e crescita.

- Favorire la collaborazione tra attori pubblici e locali

Un elemento-chiave per finalizzare quel processo integrato e diffuso di promozione della cultura come risorsa decisiva per lo sviluppo urbano è la collaborazione tra diverse tipologie di attori. Il coinvolgimento dei privati nella definizione di un quadro di regole e interventi che facilitano la creazione di opportunità economiche rappresenta un elemento irrinunciabile per ogni strategia che vede la cultura come motore di sviluppo.

- Agire sull’istruzione per aumentare la consapevolezza di tutte le parti della popolazione

Il patrimonio artistico e culturale rappresenta una vera risorsa per il territorio solo se è davvero condivisa e compresa da tutti i residenti come elemento capace di rinsaldare senso civico e spirito di comunità. Le azioni di coinvolgimento dei giovani per la fruizione di attività artistiche e culturali condotte a Armagh in Irlanda suggeriscono quanto la sensibilizzazione dei residenti, e in particolare di alcune categorie specifiche come giovani e anziani, possano favorire una ownership diffusa e un senso di condivisione delle strategie e delle azioni messe in campo.

- Promuovere una governance partecipata e multilivello del patrimonio culturale

La condivisione degli obiettivi e delle strategie d’intervento tra i cittadini e tra i diversi livelli di governo, dal locale all’europeo, costituisce una delle soluzioni sperimentate da molte città di Int-Herit nel loro percorso di implementazione di strategie urbane sul tema culturale. In alcuni casi, come accaduto nella città francese di Cahors o nella città belga di Kortrijk, la costituzione dell’URBACT Local Group e l’ascolto di cittadini e stakeholder ha contribuito in maniera decisa a cambiare le priorità strategiche in materia di politiche culturali ma anche di avviare un confronto con tutti gli altri livelli di governo coinvolti nella gestione e nella promozione del patrimonio artistico. Una soluzione che tiene assieme diversi piani di confronto ma che può facilmente essere esportata anche attraverso il consolidamento di formule come gli URBACT Local Group che tante delle città partner intendono mantenere vive anche dopo la fine di Int-Herit.



- Creare nuove competenze e nuova occupazione nel settore della valorizzazione culturale

Le città che puntano sulla cultura per il proprio sviluppo economico e sociale sono anche uno straordinario serbatoio di competenze che possono creare nuove economie non solo sul territorio ma trarre dalle esperienze condotte localmente un valore aggiunto facilmente spendibile sul mercato del lavoro su scala nazionale ed europea. Nella città rumena di Alba Iulia, impegnata negli ultimi anni nella rigenerazione e nel rilancio della storica cittadella fortificata, si sono sviluppate una serie di competenze sia in materia di restauro che sul fronte digitale che alimentano un notevole indotto e esportano tali competenze anche in altre città del paese alle prese con le stesse sfide.

- Attingere dalla conoscenza condivisa per favorire un coinvolgimento collettivo nella gestione delle risorse culturali

In un contesto locale spesso non sono solo gli specialisti o i tecnici a possedere competenze e visioni necessarie per favorire lo sviluppo del contesto locale ma i cittadini stessi possono essere una valida forza e un serbatoio di saperi necessari soprattutto sul fronte culturale. A Dodoni in Grecia il coinvolgimento degli artisti del territorio nella definizione di interventi e azioni condivise ha portato anche questi insoliti sospetti a giocare un ruolo decisivo nell’elaborazione delle politiche culturali del territorio, contribuendo allo stesso tempo ad attrarre nuovi saperi e reti eterogenee: un elemento aggiunto che parte dalla comunità e restituisce valore alla comunità stessa.

- Rendere il patrimonio culturale e architettonico più sostenibile

La gestione sostenibile del patrimonio culturale rappresenta un’esigenza fondamentale per realtà che provano a creare collegamenti tra diverse politiche implementate a livello urbano. L’impegno per la riduzione delle emissioni è stato fortemente connesso all’azione per la valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale nell’esperienza di Mantova, che ha messo in rete gli interventi promossi nell’ambito di Int-Herit con il progetto BhENEFIT sugli strumenti integrati per la gestione sostenibile dei centri storici urbani. Ottimizzare l’efficienza energetica e migliorare le modalità di gestione del patrimonio locale costituisce il cuore di una strategia più ampia di monitoraggio e attuazione di metodologie innovative a livello locale. L’impegno nel settore culturale costituisce così un esempio di quanto l’educazione alla sostenibilità possa passare anche attraverso settori diversi da quello strettamente ambientale: in questa direzione va l’azione in C-Change, che Mantova sta portando avanti sull’esempio di quanto realizzato a Manchester che ha introdotto contenuti sul contrasto al cambiamento climatico nella programmazione culturale cittadina, realizzando così un’azione diffusa di promozione della sostenibilità.

-Abbinare investimenti nella tutela del patrimonio culturale al miglioramento dei servizi per i residenti

Gli investimenti per la preservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale sono un elemento strategico per le città che puntano sulla cultura per favorire sviluppo urbano sostenibile e crescita economica e sociale per tutto il territorio. Tuttavia in un momento caratterizzato da una contrazione delle risorse disponibili per i servizi pubblici, tali investimenti possono essere visti dai cittadini come meno strategici rispetto ad altri campi d’azione urbana. La città spagnola di Baena ha scelto di far andare di pari passo l’incremento degli investimenti in diverse tipologie di servizi al cittadino con il sostegno all’impresa culturale e creativa, con l’obiettivo di creare una maggiore consapevolezza civica e valorizzare il comparto culturale nell’ambito di una più ampia strategia urbana di crescita civica e sociale.

-Definire regole chiare che garantiscano un equilibrio tra conservazione e utilizzi futuri del patrimonio culturale

Una delle sfide principali poste dalle politiche sulla valorizzazione del patrimonio culturale è la necessità di aggiornare in maniera costante il quadro operativo entro cui le amministrazioni collaborano con i diversi enti preposti, favorendo riusi e azioni innovative in linea con quanto avviene nel resto d’Europa. La rigidità del quadro normativo e di relazione tra i diversi soggetti viene spesso a costituire un ostacolo al pieno rilancio di tale patrimonio come asset cruciale per la crescita urbana: basti pensare alle relazioni spesso complicate fra Comuni e Sovrintendenze per i Beni Culturali, che spesso limitano l’utilizzo innovativo dei complessi storici e culturali. Rendere più flessibile e dinamico questo quadro di relazioni con l’obiettivo di innovare il modo in cui tradizionalmente si fa tutela e conservazione del patrimonio può contribuire a proiettare verso il futuro questi beni-simbolo della storia ma anche delle ambizioni di rilancio delle città in cui si trovano.

-Creare uno storytelling capace di comunicare l’identità dei luoghi

La valorizzazione del patrimonio culturale non può che partire oggi da una presentazione efficace dei suoi elementi peculiari con una comunicazione che a livello nazionale e internazionale li renda attrattori turistici e catalizzatori di un rinnovato senso di comunità. L’utilizzo degli strumenti più innovativi di racconto e condivisione delle informazioni può costituire un supporto per aumentare la visibilità di tali luoghi e favorire il posizionamento delle città che li ospitano, in particolare dei piccoli e medi centri rispetto a quelli che sono gli attrattori turistici più noti dei diversi paesi. La definizione di un messaggio capace di contenere sia il racconto dell’eredità culturale che soprattutto la narrazione di come tali luoghi vanno evolvendosi e assumendo nuove funzioni urbane costituisce un modo efficace per offrire nuova visibilità e stimolare un senso di appartenenza degli abitanti nei confronti di tali strutture al centro di piani integrati di rilancio da parte delle città.

-Ingaggiare gli abitanti con passione nelle strategie di rilancio culturale

Lo sviluppo culturale e turistico è in primo luogo frutto del lavoro di persone, operatori e residenti, che mettono le proprie intelligenze e le proprie capacità a servizio di una causa che si ricollega spesso all’identità dei luoghi e di chi in essi vi vive. Rendere i protagonisti di tale processo i testimonial di un’azione che coniughi conservazione e sviluppo innovativo del patrimonio è la strada che molte città hanno seguito per valorizzare quella passione e quell’impegno civico che spesso sono alla base di strategie e azioni concrete di rilancio del patrimonio culturale. Una leva importante per rendere gli attori locali protagonisti veri di un processo partecipato e condiviso che sta offrendo chiavi interpretative nuove per lo sviluppo delle città culturali di ogni tipologia e dimensione.

-Dare continuità alle strategie di valorizzazione attraverso l’utilizzo di un metodo partecipativo

L’utilizzo diffuso del metodo URBACT può consentire di individuare sul medio e lungo periodo gli attori più indicati a partecipare all’elaborazione condivisa di politiche di rilancio culturale e favorire un senso di ownership condivisa degli interventi emersi da tali percorsi. Grazie alla definizione di modalità condivise con cui raccogliere pareri, indicazioni e opinioni da parte di cittadini e operatori culturali, è possibile rendere le strategie di valorizzazione del patrimonio culturale un cantiere sempre aperto che si alimenta dello scambio con il territorio e con quel sistema di relazioni su scala nazionale ed europea che gli attori coinvolti sanno attivare. Dall’ascolto delle opinioni alla creazione di strategie condivise: il patrimonio culturale può diventare un campo di sperimentazione efficace per attuare il metodo partecipativo su un’ampia gamma di tematiche e funzioni urbane.

-Comunicare i risultati e la visione

Per rendere i cittadini davvero partecipi delle strategie di promozione del patrimonio culturale è necessario condividere passo dopo passo ogni azione realizzata a diversi livelli e i risultati raggiunti. Ciò favorisce non solo una migliore fruizione del patrimonio culturale valorizzato ma anche una condivisione della visione sul medio e lungo periodo che le amministrazioni locali delineano proprio in collaborazione con gli abitanti. Se si intende davvero coinvolgere i cittadini nei processi di decision making in maniera efficace, è giusto fornire quanti più elementi possibili affinché soprattutto su un tema complesso come quello culturale sia possibile davvero sentirsi protagonisti di politiche integrate. L’utilizzo di strumenti innovativi di dialogo e di consultazione può risultare decisivo per promuovere soprattutto il coinvolgimento di gruppi specifici, come gli operatori economici, i giovani del territorio o le classi più deboli, ed avere un rapporto diretto e di lungo periodo con tali categorie, anche oltre la conclusione di progetti e azioni specifiche.


Simone d’Antonio