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URBACT Campus - Cinque domande e risposte sull'evento di Torino

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07 May 2019

Explainer sul principale appuntamento organizzato da URBACT per le città italiane, in programma il 21 e 22 maggio a Open Incet a Torino

Cos’è l’URBACT Campus?

L’URBACT Campus è il principale evento di formazione organizzato dal Segretariato del programma URBACT in collaborazione con i National Point (ANCI per l’Italia). Da aprile a giugno sono previste 15 edizioni del Campus, che avranno luogo in diversi paesi europei riunendo in alcuni casi partecipanti provenienti da paesi diversi.
L’edizione italiana dell’URBACT Campus avrà luogo il 21 e 22 maggio a Torino presso Open Incet. Obiettivo dell’incontro è quello di fornire gli strumenti adeguati di conoscenza ad amministratori, funzionari, attori locali che sono coinvolti nella realizzazione dei Transfer Network, i progetti URBACT in corso che prevedono il trasferimento di buone pratiche tra città europee.
La due giorni di lavoro, guidata dagli esperti del programma e dai responsabili del National Point, rappresentano un’opportunità importante di approfondimento per tutti coloro che sono convolti a diverso titolo nella realizzazione delle attività dei Transfer Network. Attraverso lavori di gruppo e esercizi di apprendimento non-formale, i partecipanti potranno esplorare nei diversi modulo formativi del programma tutti gli aspetti del metodo partecipativo integrato promosso da URBACT e come superare al meglio gli ostacoli emersi nel corso del processo di trasferimento di buone pratiche.
 

Perché si tiene a Torino?


Torino è una delle città più attive nella comunità italiana di URBACT ed è attualmente presente in due Transfer Network. Il capoluogo piemontese guida da lead partner il Transfer Network InnovaTo-R, che intende replicare l’innovazione di governance prodotta dalla competizione che ha premiato le idee e i progetti proposti dai dipendenti comunali per migliorare la qualità dei servizi esistenti. Torino è anche partner con il suo Urban Lab nel Transfer Network ALT/BAU, che si concentra sulla valorizzazione degli edifici residenziali inutilizzati attraverso la realizzazione di progetti abitativi alternativi.
Grazie alla partecipazione a numerosi progetti URBACT dedicati ai temi dell’innovazione sociale, come i network BoostInno e My Generation at Work, e dell’inclusione delle fasce più deboli, come il network UrbInclusion, Torino è riuscita negli ultimi anni a mettere a sistema tutte le azioni condotte nei vari programmi europei (tra cui anche il progetto Co-City finanziato da Urban Innovative Actions) attraverso una strategia complessiva di innovazione urbana che ha promosso attivamente partecipazione e coinvolgimento civico.
Open Incet, il luogo in cui si svolgerà l’URBACT Campus, rappresenta un esempio significativo di quei processi di partecipazione e inclusione attiva di cittadini e stakeholder, mirato alla realizzazione di un centro di open innovation che sta contribuendo attivamente al rilancio del quartiere periferico di Barriera di Milano. L’URBACT Campus costituirà anche un’occasione per vedere sul campo come l’applicazione di un metodo di innovazione partecipata e la promozione della collaborazione tra attori diversi possa produrre un impatto diretto per il miglioramento della qualità della vita in un contesto urbano.

Perché è importante esserci?

L’URBACT Campus rappresenta il principale appuntamento organizzato nel 2019 dal Segretariato del programma URBACT per le città italiane. Al pari della Summer University e del City Festival, l’URBACT Campus darà agli stakeholder coinvolti la possibilità di apprendere attivamente tecniche e modalità di coinvolgimento di cittadini e stakeholder a partire dal confronto tra esperienze realizzate in altre città e lavorando in gruppo con colleghi di altre città che stanno affrontando sfide simili.
Allo stesso tempo l’URBACT Campus rappresenta un’opportunità importante per far emergere criticità e opportunità che vengono fuori dal lavoro quotidiano di chi dentro e fuori le amministrazioni locali lavora nei progetti URBACT e fornisce strumenti concreti per affrontare i principali ostacoli nel processo di trasferimento, adattamento e riuso di buone pratiche.
In linea con l’impegno sempre più forte del programma URBACT nella disseminazione di informazioni e conoscenze emerse nell’ambito delle azioni di rete, l’URBACT Campus approfondirà anche i temi della promozione degli interventi su scala locale, nazionale ed europea, formando i partecipanti all’utilizzo dei principali strumenti di comunicazione digitale e social.
Infine, l’URBACT Campus sarà occasione per affrontare uno dei nodi di maggiore interesse di Comuni e stakeholder locali, ovvero come attivare adeguatamente strumenti finanziari per favorire la realizzazione delle buone pratiche sul territorio.


Perché abbiamo organizzato un focus sulle modalità di finanziamento degli interventi locali?

Nel 2018 l’ANCI in qualità di Punto Nazionale URBACT ha avviato per prima in Europa un’azione di collegamento tra i piani d’azione integrati realizzati dalle città italiane capofila e partner dei network URBACT e gli strumenti finanziari nazionali ed europei disponibili per il sostegno alla realizzazione degli interventi. Dopo una prima ricognizione effettuata a marzo in occasione dell’incontro tra città italiane partner degli Action Planning Network e Implementation Network e rappresentanti di Commissione europea, Agenzia per la Coesione, Cassa Depositi e Prestiti e sistema delle regioni, a novembre il Segretariato URBACT ha organizzato a Roma il primo Pilot Training per migliorare la capacità di attuazione degli interventi da parte delle città.
In continuità con l’azione-pilota avviata con il Segretariato negli ultimi mesi, l’URBACT Campus sarà l’occasione per un’ulteriore approfondimento sugli strumenti finanziari a cui le città possono attingere per finanziare la realizzazione delle buone pratiche trasferite attraverso i Network URBACT. In particolare il focus sarà stavolta sulle modalità di collaborazione attivabili con fondazioni bancarie e d’impresa ma anche sugli schemi di crowdfunding civico che molte città hanno avviato per favorire interventi di rigenerazione urbana. I casi di Torino e Milano e dei soggetti coinvolti nella realizzazione di interventi sul territorio indicheranno ai partecipanti all’URBACT Campus elementi utili per favorire un nuovo rapporto tra pubblico, privato e comunità: un focus unico su un tema di particolare interesse per i Comuni italiani, che intende fornire sia nella parte di dibattito frontale che nei tavoli di lavoro elementi di ispirazioni trasferibili in ogni tipologia di territorio.
 

Cosa riguarderà la Study visit finale?

La Study visit finale sarà presso I Bagni Pubblici di Via Agliè, la casa del quartiere di Barriera di Milano. I bagni pubblici fanno parte della rete delle Case del quartiere, innovativo sistema di collaborazione e attivazione civica promosso a Torino negli ultimi anni ed esempio di recupero di strutture sottoutilizzate o dismesse trasformate negli anni in centri di socialità e aggregazione soprattutto nelle periferie. Tali strutture stanno giocando un ruolo decisivo per promuovere la partecipazione attiva dei cittadini nell’ambito del progetto Co-City, finanziato nell’ambito del programma Urban Innovative Actions.
La struttura di via Agliè continua ad offrire come servizio primario le docce pubbliche ma accanto ad esso i cittadini torinesi possono usufruire di uno sportello che svolge quotidianamente funzione di accoglienza e supporto nella ricerca di lavoro e nella compilazione di pratiche. Il centro promuove anche laboratori di artigianato, mostre e diventa un luogo di comunità, aggregazione ed integrazione il tutto reso possibile grazie all’attività di collaborazione tra pubblico e privato sociale, in particolare grazie all’attività di volontariato di oltre venti associazioni presenti nella struttura. La visita-studio costituisce un’occasione per comprendere al meglio le sfide che sta vivendo il quartiere periferico di Barriera di Milano e le tante progettualità in corso, che con un metodo partecipativo e integrato coinvolgono soggetti pubblici e del privato sociale, oltre a innovatori e stakeholder locali.